La buona azione

Care e cari amici di Ca’ Forneletti,
diviene difficile comunicare e scambiarci notizie delle iniziative di Forneletti senza sentire il peso quasi paradossale degli avvenimenti internazionali che ci sovrastano e ci lasciano sgomenti, le violenze degli attentati in Francia e Germania, in Afghanistan, in Iraq.

Sembra quasi che il fanatismo religioso stia assoldando menti deboli per distruggere, demolire, produrre il male fine a se stesso.
Rimaniamo sconcertati, sgomenti e quasi prostrati di fronte alla frequenza e alla dimensione di tali atti che si sommano ai tanti episodi sconosciuti che avvengono nelle regioni dimenticate dell’Africa e alle continue morti nel Mediterraneo. Tutto questo avviene oggi in una narrazione mediatica incalzante che sembra gareggiare nel sovrastare una notizia sull’altra, un orrore sull’altro col rischio di portarci verso una paura sempre più incontrollata o verso una inconsapevole assuefazione.

Quella immagine così bella e così calda che ci ha consegnato don Tonino Bello e che spesso abbiamo pronunciato, forse non sempre cogliendone la profondità, oggi ci appare una lontana utopia. La “convivialità delle differenze” ci appare oggi come una utopia spinta ancora più in là da un insieme crescente di individui convinti che solo la costruzione di mura e la demolizione dei ponti ci salverà. E oggi appare sempre più difficile aggregare “muratori” per costruire i ponti del dialogo e demolire le mura delle divisioni.
In questi giorni mentre ascoltavo i capi dei lupetti, a Forneletti per il loro campo estivo, mentre spiegavano ai bambini seduti in cerchio l’importanza della Buona Azione quotidiana, mi aggrappavo a quelle parole, a quei visi sorridenti e attenti per cercare i germi di umanità nuova sulla quale sognare le premesse di quella immagine straordinaria di don Tonino.
Ripartire dalla piccola semplice Buona Azione.
Oggi, ogni piccolo gesto di bene è necessario, convinti come scriveva Etty Hillesum negli anni più bui del secolo scorso che: “dobbiamo contribuire ad alimentare la riserva di amore di questo mondo per renderlo più abitabile ed ospitale..”

Qui sta anche la nostra piccola utopia di Forneletti, di preservare uno spazio come Bene comune per il Bene comune.

Abraços
Beppe

La buona azione